La mente soppesa e misura,
ma è lo spirito che giunge al cuore della vita
e ne abbraccia il segreto.


Mario nasce a Desenzano sul Garda (BS) l'undici settembre del 1974.
Trascorre l'infanzia in Valcamonica (Bg), ma il contatto con la natura
ed il quieto vivere non riesce a trattenere lo scatenato bimbo.
La sua passione infatti si indirizza da subito verso la creatività,
e porta Mario fin da giovanissimo a sperimentare
ovunque forme, disegni e colori.

Intraprende gli studi classici e si dedica alla musica e allo sport;
tuttavia è nella creatività che trova la propria naturale espressione.
Trova a Milano, all’Accademia di Belle Arti, il luogo migliore
dove esprimere e coltivare l’inventiva artistica
che da sempre lo accompagna.

Nel 98 si specializza in graphic design e comunicazione pubblicitaria
e da subito lavora in questo ambito; non smette tuttavia
di sperimentare a 360° la passione per la creatività,
ricercando strade sempre diverse di espressione.



“La creatività è un tormento, un incessante andare alla ricerca
di risposte pur non conoscendo le domande.
Creatività non è pace, non è serenità: credo che “tormento”
sia proprio la parola che meglio spiega quella sensazione,
quel bisogno di passare giornate e nottate a creare progetti,
a spalmare colori, a ritagliare forme, a costruire e modellare
e distruggere e ricominciare a plasmare..
Finchè il risultato, composizione o dipinto o scultura che sia,
riesce a dare una risposta a quei muti interrogativi che nascono
dentro e che reclamano sempre più attenzione.

Creare è un processo spesso distruttivo.
Si tratta di andare a scavare dentro di sè, per trovare quelle zone
immerse nel buio e che richiedono espressione.
Si tratta di lavorare con le proprie emozioni, con i sentimenti,
naturalmente non sempre positivi:
c’è l’amore ma c’è anche la rabbia,
c’è la serenità ma ci sono anche il buio ed il dolore.
E spesso sono le zone negative a prevalere, ad esigere più spazio.

Esprimere queste parti di sé significa illuminarle, sanarle;
ma significa soprattutto viverle fino in fondo, senza possibilità
di nasconderle, soffocarle, ibernarle.
Vuol dire rinunciare alla propria pace interiore per dedicarsi
ad ascoltare le parole sofferenti che l’anima sussurra;
vuol dire distruggere stabilità e serenità per abbracciare e vivere
i tumulti dello spirito, quell’altalenare di sensazioni che, tutte insieme,
determinano l’essenza della persona.

Significa vivere i propri yin e yang insieme,
il maschile ed il femminile, il bianco ed il nero,
gli opposti ed i complementari.
Significa abbracciare il mondo ed essere disposti a lasciarsi condurre,
lasciarsi trascinare, lasciarsi vivere.
Significa soffrire e odiare davvero, senza limiti e senza freni,
e trasmettere tutto questo ai colori di un dipinto
o alle forme di una scultura,
significa caricare di tensione ciò che si sta creando,
senza possibilità di sottrarsi a questo stato d’animo
se non vivendolo completamente, esaurendone la forza,
trasformando la sua energia distruttiva in creatività.

Significa allo stesso modo amare davvero, amare senza limiti,
amare totalmente: trasferendo nella materia
che si plasma con le mani il medesimo sentimento
che viene plasmato e coccolato dal cuore.
Significa accarezzare i colori, amarne le pennellate,
sentirne il contrasto con la tela o con la materia.
E’ così che in me nascono l’espressività, l’emozione,
l’intensità di un’opera: una sferzata improvvisa di luce e di vita
nelle quali a parlare è la parte più profonda dell’anima.”

Mario